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Martedì 7 Dicembre 2010
007 Pd: bersaglio mobile

Riflessione superficiale su come sia facile attaccare il Pd. Ma quando si vede chi lo attacca poi non si può che sorridere

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Pare che il logo del Pd sia il più gettonato tra gli sfondi del gioco delle freccette. Il vulcano dal nome improponibile erutta? Il Pd non ha garantito una valida opposizione! La Binetti vota secondo la sua coscienza? Il Pd ha la colpa di non averla espulsa con tempestività. Il PD si astiene sul federalismo demaniale perché il documento contiene modifiche ottenute con mesi di confronto ma non c'è chiarezza sui costi? Non avete votato contro e non avete votato a favore, siete dei Tafazzi.


Semplici banalità che hanno in comune la facilità dell'attacco contro 'sto benedetto Pd. Oddio non che molte volte sia sbagliato lamentarsi del partito... soprattutto se lo si fa con la passione di chi vuole una politica migliore, ma andiamo per gradi nelle ultime 72 ore.

 

Tre deputati, Marialuisa Gnecchi, Oriano Giovanelli e Lucia Condurelli presentano una proposta di legge sul "vitalizio ai politici", almeno così la presenta la Repubblica. Una proposta di singoli deputati, iniziativa che qualsiasi parlamentare propone decine di volte durante il suo mandato in maniera autonoma (come prevede la Costituzione) e giustificata, che arriva sulle pagine dei giornali mesi dopo la sua presentazione, nei giorni segnati dalla crisi economica e dalla scollatura tra cittadini e politica.
Non si tratta di istituire un vitalizio per tutti i politici ma di pagare i contributi a chi viene eletto nei consigli provinciali e comunali ed è disoccupato (o studente, o casalinga eccetera ). Verrebbe sanata così la situazione attuale in cui rinuncia alla politica chi non può prendere un'aspettativa perché magari lavora nel privato, né chi non ce la farebbe più a pagarsi i contributi da solo come lavoratore autonomo. Quindi più che a istituire privilegi di casta, sostengono i tre, l'obiettivo è di ripristinata una situazione di legalità e di consentire anche a giovani e a persone senza un lavoro stabile di esercitare con serenità l'attività politica, non riducendola a "roba da ricchi".
I tre deputati del PD lo scrivono sui loro blog e in un comunicato inviato al sito di Repubblica, ma la proposta non convince tra i tanti né il segretario del PD, Bersani, né il capogruppo alla Camera Franceschini, né Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del gruppo democratico a Montecitorio.

Insomma, la norma muore prima di nascere senza alcun Travaglio. E come diventa la storia? Per Antonello Caporale su la Repubblica, il Pd fa marcia indietro. Beh certo era tutto il Pd che voleva il vitalizio e sempre tutto il Pd, dagli eletti all'ultimo degli elettori, che ha chiamato il buon Caporale per offrirgli spunti per il suo pezzo.

Peccato solo che il quotidiano non scrive mai che i tre deputati hanno legittimamente operato in autonomia e che la proposta non era la posizione del PD. Hanno proposto una norma, hanno visto che non era popolare nel dibattito pubblico e compreso lo sconcerto di parte degli elettori l'hanno abbandonata. E hanno scritto a Caporale per rendere nota la faccenda. Ma ci son volute più di 24 ore per aggiornare il sito web del quotidiano (non la versione su carta) e senza pubblicare il testo dei tre, optando per un taglia, incolla, cuci più conveniente.

Altro bersaglio è il rapporto con i lavoratori: per il PD esistono solo quando si vota, gli operai non si interessano del PD, le partite IVA idem, i precari non sono di certo quelli che votano PD.

Bene, sempre Boccia annuncia lo stesso giorno del bailamme vitalizio: "Noi deputati ci autotasseremo per pagare le multe delle lavoratrici ex Eutelia". Non è la difesa delle doppie file ma quella di persone che sono state messe in mezzo alla strada e ora sono accusate di aver indebitamente bloccato il traffico della Capitale nel corso della manifestazione sotto Palazzo Chigi dell’11 marzo scorso. Tra i denunciati ci sono anche i deputati democratici Boccuzzi, Esposito e Vico, fatti passare per gli istigatori del blocco stradale. Non è curioso come la lista degli identificati dalle forze dell’ordine coinciderebbe con quella della rappresentanza che partecipò all’incontro con il governo e ai lavori dell’aula di Montecitorio? Lo abbiamo chiesto a Maroni, ma né della decisione di tutto il PD di auototassarsi, né delle identificazioni selettive hanno scritto i quotidiani principali...

Sfogliando sempre la Repubblica si legge: il Pd si astiene dal voto della maggioranza sul federalismo. I paladini dell'inciucio vedono nell'astensione un chiaro segno di accordicchio.

C'è un ma: l'Idv vota a favore. E Di Pietro afferma: “chi si astiene non è carne né pesce”. Qualche giorno prima davanti all'astensione di Idv al voto di fiducia “numero 38?40? Boh, vattelapesca tanto sono sempre di voti di fiducia” si potevano leggere le dichiarazioni sempre di Di Pietro che attaccava il Pd perché pioveva e faceva un po' freddo a maggio.

Il Pd non c'è, non fa opposizione, si allinea al governo. Una tiritera che sciorina tutte le volte anche Marco Travaglio ad Anno Zero. Con abilità, carisma e sagacia (per non aggiungere parzialità) fa ogni volta la cronologia dei fatti (parziali) per poi stigmatizzare: “e il Pd dove era/è/sarà”? Quante puntate? Nove, dieci? Ogni volta la stessa cosa. Non voglio dire che non abbia tutti i torti o che il Pd sia un partito perfetto altrimenti, è chiaro, non saremmo all'opposizione ma...

Basta che ad Anno Zero un giorno sia presente un Bersani competente e arrabbiato, orgoglioso delle battaglie che tutti i giorni vengono portate avanti, ad esempio per le tante fabbriche del settore della chimica, e dei valori in cui crediamo, che in pochi minuti mette a tacere lo studio e Travaglio. E lo fa arrossire. Come? Chiedendo "cos'è il pvc? Dov'eravate quando abbiamo fatto approvare le modifiche che aiutano i lavoratori?". Travaglio resta a bocca aperta, sui blog si comincia a scrivere di un PD con attributi fumanti, i giornali parlano di ruggiti del leone. Qualcuno dirà: finalmente! Ed è un discorso valido sia per chi chiede sempre maggiori attributi da parte del Pd, sia per chi chiede un bavaglio per Travaglio. Per alcuni le due cose non vanno male se messe insieme, invece no, le critiche si annullano sempre così: spiegando e chiedendo un'interpretazione non troppo sballata.

Questa non è una difesa personale per il partito o per il segretario. Non ho né la capacità né la voglia e figuriamoci se hanno bisogno di un polemista tutore. Dico solo che non si vive solo di “non mi piace”, “non mi sta bene”, “sono loro ad aver sbagliato”. Il "benaltrismo" peggiora solo le cose. E aggiungo che chi vive in una sfera di vetro e guarda il mondo come se fosse un quadro o uno schermo, sarà bravissimo a giudicare ma poco abile in ogni altra attività.

Concludendo, spariamo tranquillamente contro il Pd ma con la consapevolezza che “seminando qualunquismo si delegittima la politica” (Rosy Bindi).

Evviva il Giornale ed Emilio Fede: quando è l'amore a farla da padrone, ti è concesso tutto!

PS: Vuoi vedere che per qualche giornale sarà ancora colpa del Pd se passa la legge che blocca le intercettazioni?

“Ama e fa' ciò che vuoi”. Sant'Agostino

PS: Aggiunta del giorno dopo...è colpa del Pd anche il contratto Rai di Michele Santoro! Nel bene e nel male

 
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