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Festa dell'Unità di Legri 2010 |
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Iniziative Politiche Legri 2010 |
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Di seguito gli appuntamenti politici a oggi (tutti alle ore 21.15 tranne Veltroni che è alle 19.00): - 12 LUGLIO ROSY BINDI - 13 LUGLIO GIUSEPPE FIORONI - 16 LUGLIO VANNINO CHITI - 20 LUGLIO FRANCO MARINI - 22 LUGLIO MASSIMO D'ALEMA - 24 LUGLIO VALTER VELTRONI - 25 LUGLIO FEDERICO GELLI E FORUM SULLA LEGALITA' - 26 LUGLIO ENRICO ROSSI / ANDREA MANCIULLI - 27 LUGLIO STELLA TARGETTI - FRANCESCA PUGLISI |
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Dalle ronde ai tagli: il bluff della sicurezza |
3,5 miliardi in meno alle Forze dell'ordine in due anni e una manovra che ridurrà ulteriormente risorse e organici: ecco come il governo difende i cittadini. Il PD: "Durissima opposizione in parlamento e contro-proposte già pronte". Da circa due anni è il più fragoroso leit motiv del governo, quello che ha fatto vincere elezioni importanti, quello che alimenta la paura dei cittadini e alla fine si risolve in poche chiacchiere e due spot. Parliamo della sicurezza, un concetto abusato e pubblicizzato che oggi deve scontrarsi con l’incoerenza di tagli pesanti.
Il governo delle ronde (tra l’altro bocciate pochi giorni fa dalla Corte costituzionale) e del poliziotto di quartiere si piega al volere del ministro “mani di forbice” Giulio Tremonti e si abbatte come una furia sui comparti delegati alla sicurezza. La manovra in corso di approvazione ha scatenato le ire delle forze del’ordine, che da nord a sud sono scese in piazza per protestare.
Le motivazioni del dissenso sono sotto gli occhi di tutti. il taglio lineare del 10% delle spese utili a garantire i servizi quotidiani delle forze di polizia; il congelamento degli avanzamenti economici legati alle progressioni di carriera per gli anni 2011-2012-2013 (compresi assegni funzionali e scatti); il blocco dei rinnovi contrattuali fino all' anno 2013; il blocco delle finestre previste per essere collocati in quiescenza; il blocco del reddito per tre anni, per cui un poliziotto non potrà superare dal 2011 in poi la retribuzione complessiva dell'anno precedente con ricadute pesantissime sulla possibilità di garantire i servizi di ordine e sicurezza pubblica; le modifiche del sistema di calcolo della liquidazione a partire al 2011 con gravi penalizzazioni per i pensionati prossimi e futuri. Queste misure afflittive si aggiungono alle decurtazioni della precedente finanziaria che tagliava alla sicurezza 3, 5 miliardi di euro in tre anni.
Di questi 1, 5 miliardi (1 miliardo nel 2008 e 500 milioni nel 2009) venivano sottratti alle forze di Polizia, privando il comparto di migliaia di unità, da aggiungere al già conclamato deficit di 9000 elementi. In quell’occasione il governo della sicurezza era riuscito in un’impresa epocale: far scendere in piazza tutti e 23 i sindacati delle forze dell’ordine. Oggi è a un passo dal ripetere quel prodigio. |
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Le Regioni contro la manovra |
I governatori: "Restituiremo al governo le nostre competenze. Errani: “l'insieme delle competenze regionali valgono oltre 3 miliardi di euro mentre il taglio previsto nel 2011 è di oltre 4 miliardi di euro" “Le Regioni sono pronte a restituire le competenze relative al decreto legislativo 112 Bassanini allo Stato”. A nome di tutti i governatori, così il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani ha annunciato la forte protesta delle amministrazioni locali contro la manovra dei tagli voluta dal governo.
Queste le competenze che verrebbero restituite allo Stato: il trasporto pubblico locale, il mercato del lavoro, la polizia amministrativa, gli incentivi alle imprese, la Protezione Civile, il servizio maregrafico, il demanio idrico, l'energia e le miniere, i trasporti, gli invalidi civili, la salute, le opere pubbliche, l'agricoltura, la viabilità e l'ambiente.
"Tutto questo perché - ha spiegato Errani - l'insieme di queste competenze valgono oltre 3 miliardi di euro mentre il taglio previsto nel 2011 è di oltre 4 miliardi di euro".
La decisione finale verrà presa nella prossima convocazione straordinaria della Conferenza Stato-Regioni. “Chiederemo un incontro al premier Berlusconi e ai presidenti di Camera e Senato per illustrare la nostra posizione. Poi informeremo il presidente della Repubblica".
Colpisce il fatto che la protesta sia unanime, senza nessun distinguo di carattere politico. "Di fronte ad un ministero del tesoro così virtuoso secondo il quale è possibile garantire il trasporto pubblico anche con questi tagli, noi ci leviamo il cappello e diciamo: caro governo riprenditi quelle competenze stabilite dalle Bassanini". A parlare è stato il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che di certo non si può definire legato all'opposizione. "Giudichiamo irricevibile - ha affermato Formigoni - questa pretesa del ministero delle finanze di tagliare in maniera indiscriminata i fondi per le regioni e quindi di tagliare i servizi che le regioni non sarebbero più in grado di garantire ai cittadini. Per questo chiediamo che il governo si riprenda la gestione diretta di queste funzioni. Sia quindi il governo a gestire il trasporto pubblico locale, gli aiuti alle imprese e alle famiglie poichè il ministero sembra convinto che treni, autobus e fondi per le imprese si possano garantire decurtando di oltre un terzo le risorse". "Il nostro - ha aggiunto - è un gesto di grande trasparenza e va nella direzione di formulare delle proposte rispettando i saldi. Il ministero è convinto che si può gestire meglio, lo faccia ma noi siamo convinti che questa manovra se rimanesse inalterata provocherebbe tagli ai servizi insostenibili". |
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I record del governo Berlusconi? |
I record del governo Berlusconi? Ora siamo nella top five della pressione fiscale e primi per il debito pubblico in Europa. L’ISTAT certifica: mai così in alto dal 1997. Fassina: "Crolla la lotta all'evasione, il Governo discuta con l'opposizione". Ventura: "Con Berlusconi aumentano le tasse" L’Italia scala posti in classifica. Naturalmente non è quella della FIFA, purtroppo neanche quelle delle migliori economie, ma la classifica europea per la pressione fiscale: nel 2009 il peso del fisco sul prodotto interno lordo è stato del 43,2%, in aumento rispetto al 2008, anno rispetto al quale è peggiorato anche il dato del PIL. Siamo al quinto posto, insieme alla Francia, in Europa per pressione fiscale. Un bel record per il governo del meno tasse per tutti. Due anni fa, all’insediamento del governo Berlusconi, eravamo al settimo posto...ora da battere restano solo Danimarca 49%), Svezia (47,8%), Belgio (45,3%), Austria (43,8%).
Restiamo invece campioni d’Europa per il deficit, il debito pubblico in Italia è sempre il più alto della UE: nel 2009, in rapporto al Pil, dopo il calo rilevato nel 2007, ha proseguito la crescita già registrata nel 2008, aumentando di quasi 10 punti percentuali rispetto all'anno precedente e attestandosi al 115,8%, un valore vicinissimo a quelli rilevati alla fine degli anni '90.
"Il livello della pressione fiscale del 2009, confermato oggi dall'Istat, è molto preoccupante, soprattutto perchè viene raggiunto nonostante un consistente aumento dell'evasione" afferma Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del Pd che nota: "Vengono schiacciati sempre piú pesantemente i redditi da lavoro dipendente, co.co.co e pensioni, mentre altre tipologie riescono a cogliere le opportunitá di evasione, allargate dal governo Berlusconi sin da giugno 2008 e incentivate dai condoni. I dati sull'evasione Iva sono impressionanti: il gettito cade nel biennio 2008-09 del 10%, a fronte di un aumento dei consumi nominali di oltre il 2%". Intanto gli studi di settore "continuano a vessare i piccoli, ma consentono una forte autoriduzione di quanto dovuto ai contribuenti medi e grandi". Non solo, per Fassina "il gettito versato dalle societá per azioni è ridicolo in confronto alla dinamica dell'economia. L'assetto fiscale italiano, oltre che profondamente iniquo, è un freno alla domanda interna, un blocco alla crescita. Il governo, invece di fare propaganda sull'art.41 della Costituzione, sia disponibile a discutere gli emendamenti presentati dal Pd al Senato per avviare subito i primi passi della riforma fiscale". |
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Sardegna e Sicilia, vince il centrosinistra |
Elezioni amministrative in Sardegna: il centrosinistra conquista 6 province su 8 e vince i ballottaggi nei comuni. Anche in Sicilia vittoria a Gela, Enna e Milazzo. Bersani: “Una bella vittoria per il centrosinistra. Un en plein che non lascia discussioni". Lai (Pd): “Da Sardegna segnale politico al Paese”. Zoggia: “ Con proposte di governo serie e concrete si vince”
 Ballottaggi vittoriosi per il Pd nelle isole maggiori. In Sardegna si tornava a votare per eleggere i Presidenti di tre Province: Cagliari, Nuoro e Ogliastra e i sindaci di quattro comuni oltre i 15.000 abitanti: Iglesias, Porto Torres, Nuoro e Sestu. E abbiamo vinto in tutti i casi.
Graziano Milia e Roberto Deriu si sono riconfermati Presidenti rispettivamente delle province di Cagliari e Nuoro.
Clamorosa è stata la rimonta di Graziano Milia nel capoluogo di regione: ha battuto il candidato della coalizione di centro destra Giuseppe Farris che aveva chiuso il primo turno in vantaggio di 13 punti. Milia ha ottenuto il 52,42 per cento dei consensi (61.785 voti)..
A Nuoro: il Presidente uscente Roberto Deriu ha sconfitto Luigi Crisponi, candidato del centro-destra con il 51,5 per cento dei consensi contro il 48,5 di Crisponi. In Ogliastra, dopo un lungo testa a testa, Bruno Pilia, sostenuto dal centrosinistra, con il 51,41 per cento delle dei voti ha avuto la meglio su Sandro Rubiu, del centro-destra che si è fermato al 48,58 per cento.
Sul fronte delle comunali, ad Iglesias Pierluigi Carta del centrosinistra, si è riconfermato sindaco con il 50,93 per cento delle preferenze contro il 49.06 dello sfidante Paolo Fogu sostenuto dal centrodestra. Centrosinistra vincente anche a Nuoro, dove Alessandro Bianchi ha trionfato con il (55,28 per cento) mentre Paolo Manca che si è fermato al 44,71 per cento. A Porto Torres il nuovo sindaco è Luigi Beniamino Scarpa alla testa di una coalizione di centrosinistra che ha battuto il sindaco uscente Luciano Mura, sostenuto, tra l'altro, anche dal Pd, con il 54,33 per cento delle preferenze. E a Sestu Aldo Pili vince con il 51,15%.
Anche in Sicilia vittoria nei ballottaggi per i sindaci di tre comuni: Enna, Gela e Milazzo.
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Per la crescita, per l’equità, per il lavoro |
Pubblichiamo le proposte del Pd per correggere una manovra sbagliata e ingiusta, realizzate a cura del Dipartimento Economia e Lavoro del Partito Democratico. Il 19 giugno manifestazione a Roma al Palalottomatica LEGGI IL DOCUMENTO ANCHE IN PDF
Premessa La manovra di finanza pubblica in discussione al Senato (il decimo intervento correttivo in due anni di governo), è dovuta alle scelte elettorali ed agli errori di politica economica compiuti dal Governo Berlusconi negli ultimi due anni. Per valutare l’impatto di scelte ed errori, va ricordato che il Governo Berlusconi, a maggio 2008, ha ereditato un quadro di finanza pubblica ricondotto su binari di sostenibilità, dopo il deragliamento causato dal Ministro Tremonti nel periodo 2001-2006. Infatti, il Governo Prodi a maggio 2006 trovò una procedura di infrazione aperta dalla Commissione Europea per deficit eccessivo e un debito pubblico in risalita dopo 13 anni di calo. Dopo due anni, il centrosinistra consegnò al Governo Berlusconi-Tremonti un bilancio pubblico con un saldo primario strutturale al 2% ed un debito ricondotto in discesa. La forza del risanamento avviato è documentata dal risultato di indebitamento 2008: nonostante la contrazione dell’economia (-1%), l’assenza di interventi correttivi in corso d’anno e l’abbandono della lotta all’evasione, il deficit 2008 si è fermato al 2,7% del Pil. Tra le cause elettorali della manovra, ricordiamo le principali:
a. l’eliminazione delle misure di contrasto all’evasione fiscale introdotte dal Governo Prodi e il dimezzamento delle sanzioni per l’evasione accertata;
b. il “salvataggio” dell’italianità di Alitalia;
c. la completa eliminazione dell’Ici sulla prima casa per i nuclei familiari a reddito e patrimonio più elevato;
d. gli incentivi fiscali al lavoro straordinario quando già; incominciava a moltiplicarsi il ricorso alla Cassa Integrazione;
e. la riduzione delle compensazioni fiscali alle banche per le perdite su crediti inesigibili in una fase segnata dalla contrazione dell’offerta di liquidità alle piccole imprese. |
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Debito pubblico, aumento senza fine |
Italia, deficit record
Conti pubblici che vanno sempre peggio, con il debito che supera i 1.812 miliardi di euro, record mai raggiunto, mentre i soldi incassati dal fisco calano.
E' chiaro che serve una manovra correttiva, peccato che se ci troveremo a pagare è per gli errori del governo Berlusconi che in due anni ha fatto crescere la spesa corrente e ha rinunciato a combattere l'evasione fiscale. E ora l’errore più grande è l’impostazione della nuova manovra, squilibrata su tagli indistinti che si tramutano in meno servizi, meno fondi a regioni,province, comuni ed un conto salatissimo per i cittadini.
Secondo i dati contenuti nel bollettino delle entrate tributarie diffuso dal Dipartimento delle politiche fiscali, nei primi quattro mesi del 2010 le entrate tributarie sono state pari a 108,8 miliardi di euro, in calo di 1,3 miliardi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-1,2%). E nel solo mese di aprile le entrate si sono attestate a 25,122 miliardi, in calo di circa il 2,5% rispetto ai 25,771 miliardi di aprile 2009.
E’ assurdo, ma il vicepresidente vicario dei deputati del Pd, Michele Ventura, deve rilevare come "nel giorno in cui i dati che arrivano da Bankitalia ripetono che gli indicatori di finanza pubblica italiana non sono affatto positivi, Frattini annuncia che l'Italia è pronta a negare il suo consenso all'intero documento di strategia contro la crisi, giovedì al vertice Ue, se non ci sarà un riferimento al debito aggregato. L'esecutivo - ammonisce - si assuma la responsabilità di aver condotto una politica economica sbagliata e non cerchi nelle virtù delle famiglie e delle imprese italiane meriti che non ha".
E i virtuosi vengono bastonati. Che cosa vuol dire avere 1.812,790 miliardi di euro di debito? Adusbef e Federconsumatori denunciano che il record del debito pubblico pesa per 30.200 euro sulle spalle di ognuno dei 60 milioni di residenti e per 82.400 euro sulle spalle di ogni famiglia. |
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Riflessione superficiale su come sia facile attaccare il Pd. Ma quando si vede chi lo attacca poi non si può che sorridere Pare che il logo del Pd sia il più gettonato tra gli sfondi del gioco delle freccette. Il vulcano dal nome improponibile erutta? Il Pd non ha garantito una valida opposizione! La Binetti vota secondo la sua coscienza? Il Pd ha la colpa di non averla espulsa con tempestività. Il PD si astiene sul federalismo demaniale perché il documento contiene modifiche ottenute con mesi di confronto ma non c'è chiarezza sui costi? Non avete votato contro e non avete votato a favore, siete dei Tafazzi. Semplici banalità che hanno in comune la facilità dell'attacco contro 'sto benedetto Pd. Oddio non che molte volte sia sbagliato lamentarsi del partito... soprattutto se lo si fa con la passione di chi vuole una politica migliore, ma andiamo per gradi nelle ultime 72 ore. |
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24 mesi e zero riforme. Tanta corruzione e Bersani chiede le dimissioni di Bertolaso. Il governo dei fatti si è dimostrato il governo della propaganda...2 anni con l’interruttore: si è accesa la luce su un problema quando faceva comodo, per spegnerla quando serviva parlar d’altro. E ora annunciano una manovra di lacrime e sangue, per 25 miliardi di euro. Governo al fallimento "Trentaquattro fiducie, una e mezza al mese. Tutto questo cosa ha portato per le prospettive del Paese? Credo niente, sono stati due anni buttati via". E' questo il giudizio del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani a 24 mesi esatti dalla fiducia votata il 14 e 15 maggio 2008 da Camera e Senato al governo Berlusconi.
“Due anni – ha dichiarato il leader del Pd ai microfoni di YouDem Tv - nei quali abbiamo avuto il picco più profondo di crisi economica rispetto alla media europea, due anni persi dal punto di vista delle riforme, nessuna riforma vera e anzi alcune controriforme". Dal punto di vista economico, ha insistito Bersani, "sono stati creati più problemi che soluzioni, non è stato messo nessun elemento di crescita e nel controllo della finanza pubblica". Guardando alla situazione generale, “questi due anni fanno parte di un ciclo, la destra ha governato per 7 degli ultimi 9 anni". Il bilancio è chiaro: "Questa curvatura plebiscitaria della nostra democrazia, l'idea che dando più potere a uno solo potessimo risolvere i nostri problemi è un'idea senza fondamento. La democrazia plebiscitaria è una democrazia che non decide, una democrazia che si preoccupa solo di accumulare consenso ma non di prendere decisioni che questo consenso potrebbero incrinare". Guardando al futuro, le ombre si fanno sempre più minacciose: "Il governo è in mezzo a una palude. Stanno emergendo questioni di corruttele e illegalità, stanno emergendo tensioni all'interno della maggioranza. Abbiamo davanti una fase di forte instabilità. Il Partito Democratico – ha concluso Bersani - deve avere uno scatto dal punto di vista dell'affermazione del profilo e delle proposte programmatiche. Deve avere la capacità di delineare un'alternativa". |
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Le intercettazioni spaccano la maggioranza |
Il testo del ddl passa in commissione Senato dopo 6 ore di consiglio e viene deliberato alle 3 del mattino. Il ministro Alfano frena e annuncia che “cambierà”. I senatori della maggioranza si chiudono nel silenzio  Non sono bastate 6 ore di camera di consiglio per redimere il nodo sul ddl intercettazioni. Anzi, se mai ci fosse stato ancora un dubbio, la norma è ben lontana dalla sua forma definitiva e i timori di una maggioranza sempre più lacerata ora sono certezze. Alle tre del mattino la commissione giustizia del Senato ha dato il via libera al disegno di legge. Il ministro Alfano ha prima annunciato però della possibilità che il testo tornasse alla Camera per essere modificato, poi ha garantito lui stesso che ci saranno modifiche. "Le norme vanno corrette prima che arrivino in aula, se vogliamo andare un pochino più sul sicuro". Così il segretario del partito democratico, Pier Luigi Bersani da Pechino. Quindi circa le aventuali aperture del Pdl sul decreto, ha dichiarato: "come facciamo a fidarci con un governo che ha messo fino a qui 33 voti di fiducia, uno e mezzo al mese compreso agosto e Natale? Rischiamo una normativa totalmente sconosciuta a qualsiasi paese democratico. Sono notizie che varcano anche gli oceani. Credo che al solito la giusta esigenza razionale di non consentire un uso distorto e improprio delle intercettazioni è stato ribaltata in una stretta inconcepibile in una democrazia normale. Noi – ha concluso Bersani - ci opporremo con tutte le forze, con tutte le capacita di ostruzionismo". |
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Di seguito pubblichiamo i documenti preparatori alla discussione nei singoli gruppi di lavoro dell'Assemblea nazionale Pd del 21 e 22 maggio 2010 su ambiente,lavoro, giustizia, riforme, università e ricerca, Europa . |
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